La posizione di Pennabilli è ottimale quanto l'ambito e provvediamo a darne divulgazione. L'idea di sviluppo e di come organizzare l'ambito abbiamo una visione diversa, quel che occorre entro il 20 è l'individuazione dell' ambito poi ci auguriamo ci sia l'opportunità di approfondire su quale sia la forma migliore di assetto amministrativo della valle.
COMUNICATO STAMPA del Comune di Pennabilli
SULLA SCELTA DELL’AMBITO OTTIMALE PER IL COMUNE DI PENNABILLI
1) Ai sensi della legge regionale n.21 del 21.12.2012, “Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza” al Titolo II “Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e norme sull’esercizio associato delle funzioni comunali” Capo I – Ambiti territoriali ottimali – all’art. 6 – Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali (A.T.O), comma 2, si stabilisce che entro il 20.02.2012 i Comuni dovranno formulare le proposte di delimitazione degli A.T.O. per lo svolgimento in forma associata delle funzioni fondamentali, secondo alcuni parametri previsti nella stessa legge, con il limite minimo demografico di 15.000 abitanti e un’estensione territoriale minima di 300 kmq valido per i nostri comuni
2) Si concorda con la “filosofia” della legge regionale che:
o vuole realizzare uno strumento per aiutare i Comuni ad applicare alla norma nazionale, il Decreto Legge 78/2010 convertito dalla Legge n.122/2010, in merito alle disposizioni sulle funzioni fondamentali da esercitarsi obbligatoriamente in forma associata (unione o convenzione) da parte dei Comuni;
o prevede l’obbligatorietà per tutti i Comuni appartenenti all’ambito territoriale almeno tre tra le funzioni amministrative fondamentali, prevede inoltre che i Comuni fino a 3.000 abitanti, invece di 5.000 in quanto Comuni appartenenti a Comunità Montane , esercitino in forma associata tra tutti loro anche le ulteriori funzioni fondamentali, a far data dal 1° gennaio 2014;
o potrà facilitare i territori ad assumere alcune funzioni regionali che verranno in futuro delegate alle unioni dei comuni;
o deve essere di stimolo al risparmio di risorse, costituendo funzioni sostitutive dei comuni e non aggiuntive;
o vuole rendere più efficienti i servizi resi dall’amministrazione ai cittadini
o mira ad un salto culturale della politica amministrativa, proponendo ai Sindaci un nuovo modello organizzativo;
o vuole andare nella direzione di cambiare radicalmente l’organizzazione dei servizi, per questo prevede incentivi per i comuni che assoceranno le funzioni in unione e con particolari requisiti;
o vuole il perseguimento degli obiettivi di efficienza/efficacia gestionale.
Tuttavia, la scelta dell’ambito ottimale, nel nostro caso, non può prescindere dalle esperienze già in atto nel nostro territorio, né dall’ottimizzazione e dall’integrazione delle risorse, che se organizzata a livello locale si delinea con maggiore e positiva ricaduta sul territorio in favore di servizi migliori vicini ai cittadini, né dalla consapevolezza e dalla condivisione delle problematiche comuni e dalla collaborazione fra le istituzioni che negli anni si è consolidata.
3) L’attuale Comunità Montana Alta Valmarecchia, da oltre 40 anni (nasce nel 1972), associa alcuni servizi dei sette Comuni dell’Alta Valmarecchia che la compongono: Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello. Attualmente la Comunità Montana presenta una organizzazione, quasi interamente volontaria, per lo sviluppo del territorio montano, e svolge i seguenti servizi associati:
Servizi Agricoltura/Forestazione
• Autorizzazione Imprenditore Agricolo Professionale
• Autorizzazione Apertura Agriturismo e Bed & Breakfast
• Autorizzazione Taglio boschivo
• PSR MISURA 226-227
• Tesserino Raccolta Funghi
Servizi Tecnici
• Pianificazione urbanistica ed edilizia in attuazione dell’Accordo territoriale sottoscritto tra Regione Provincia e Comunità Montana Alta Valmarecchia in data 29.12.2010 per l’adeguamento degli strumenti territoriali e locali di governo del territorio attraverso l’elaborazione di un unico strumento di pianificazione intercomunale per arrivare alla gestione degli strumenti urbanistici intercomunali da parte dell’Unione oggi Comunità Montana per tutti i Comuni
• S.U.A.P. (Sportello Unico Attività Produttive)
• Sportello Catastale
• Commissione unica per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio e Autorizzazioni paesaggistiche di cui alla L.R. 31/2002
• Vincolo idrogeologico
• Trasporto RSU
• Mattatoio Comunitario
• Protezione civile
• Opere pubbliche
Servizi Socio Assistenziali
• Servizio informativo e statistico
• Sportello sociale (segretariato sociale e servizio sociale professionale)
• Centri estivi al mare
• Centro diurno “Il Nodo”
• Assistenza domiciliare disabili
• Assistenza educativa disabili adulti
• Assistenza domiciliare anziani
• Sportello immigrati
• Servizio assistenza linguistica bambini immigrati
• Assegno di cura anziani
• Servizio trasporto a chiamata
• Gestione associata dei C.A.G.
• Progetto servizio civile
• Servizio assistenza educativa scolastica
• Assistenza educativa domiciliare disagio
• Contributi famiglie indigenti
• Contributi famiglie 4 e più figli
• Progetto musica giovani
• Centri estivi bambini 3-5 anni
• Borse lavoro disabili
• Servizio tutela minori
Inoltre sono associati i seguenti servizi
• Mattatoio Comunitario
• Rifugio Comunitario per Cani
• Anagrafe canina
• Polizia Municipale (per ora solo tre comuni: Novafeltria Talamello Maiolo)
• Gestione Associata Ciclo dei Rifiuti gestiti attraverso la società Montefeltro servizi srl partecipata dalla Comunità Montana e dai Comuni
• Palestra Piscina
• Rete Bibliotecaria
• Rete Museale
• Rete Teatrale
I seguenti altri Servizi Integrati possono essere facilmente associati o rinnovati in linea con la L.R. 21/2012
• Protezione civile (in ogni Comune esiste un gruppo di volontari prot. civ.)
• Antincendio
• Sismica
• Gestione unificata dei servizi informativi
• Gestione unificata uffici appalti, contratti, forniture di beni e servizi, acquisti
• Gestione della funzione urbanistica a livello sovra comunale
• Edilizia privata
• Edilizia residenziale pubblica (ufficio casa)
• Promozione turistica territoriale
E’ chiaro che l’attuale Comunità Montana, già organizzata con uffici e personale qualificato e formato, attraverso l’ulteriore impegno del personale comunale dei sette Comuni, cioè ottimizzando e integrando le risorse umane, può raggiungere con facilità l’obbiettivo di associare i servizi previsti obbligatoriamente dalla legge regionale, nonchè in essere in grado di associare tutti i servizi resi obbligatori per i Comuni sotto soglia (3.000 abitanti) che possono essere portati in breve tempo a pieno regime.
Occorre, in ogni caso, attivare fra i Comuni dell’Alta Valmarecchia – e questo appare imprescindibile – la Gestione unificata dei servizi informativi in modo tale di poter beneficiare di una piattaforma informatica unica che permetta ai Comuni di colloquiare con facilità e operare l’interscambio dei dati in modo rapido.
Altre considerazioni:
I territori dei Comuni dell’Alta Valmarecchia sono molto omogenei in relazione soprattutto ai problemi della montagna, quali dissesto idrogeologico, spopolamento, mancanza di infrastrutture, viabilità, sistemazioni idrauliche, agricoltura. Inoltre un presidio territoriale specifico può rendere i territori montani più attraenti attraverso opportunità che migliorino la qualità della vita.
1) Per quanto riguarda l’eventualità di istituire “sub ambiti”, all’interno di una Unione, va sottolineato come la nuova legge regionale n. 21/12 offre la possibilità di trasformare la Comunità Montana Alta Valmarecchia in Unione di Comuni Montani; quindi l’opportunità di costituire un subambito ha perso l’importanza che poteva avere quando sembrava che l’A.T.O dovesse obbligatoriamente corrispondere al Distretto Sanitario (nel nostro caso il Distretto Rimini Nord comprende 12 Comuni, di cui sette A.V.M., quattro B.V.M e Bellaria, oltre al Comune Capoluogo di Provincia Rimini). L’interesse del territorio montano, specie per i piccoli comuni, per superare le crescenti difficoltà, garantendo il raggiungimento di economie di scala, l’efficienza e la vicinanza dei servizi nonché un adeguato livello di preparazione tecnica a fronte di competenze amministrative che vanno via via aumentando, è senza dubbio più tutelato da un organismo come l’Unione dei Comuni montani piuttosto che una grande unione che neppure conosce le problematiche legate alla montagna ne tantomeno delle persone che ci vivono.
2) L’eventuale trasformazione dalla Comunità Montana Alta Valmarecchia ad Unione di Comuni Montani sarebbe abbastanza facile in quanto l’attuale Ente viene trasformato ex lege in Unioni di comuni montani (nel caso di coincidenza dell’ambito territoriale con una preesistente comunità montana) ovvero attraverso il subentro, divenendo così più semplice il percorso successorio, che, trasformandosi in unione vedrebbe inalterata la propria situazione finanziaria, soprattutto nei complessi rapporti con i Comuni aderenti.
3) Diversamente il percorso successorio fra più enti associativi, sarà lungo e maggiormente complesso dovuto al passaggio di proprietà dei beni, così come per la valutazione dei debiti e dei crediti dell’attuale Comunità Montana.
4) Altrettanto si può dire per il trasferimento del personale della Comunità Montana attualmente composto da 12 unità, le quali sarebbero trasferite con facilità all’Unione a sette. Infine la previsione normativa individua come presupposto indispensabile per l’accesso ai contributi, il trasferimento del personale nella nuova forma associativa. Sia per i beni che per il personale occorre infatti tenere conto anche dei brevissimi tempi a disposizione: entro 90 giorni dall’entrata in vigore la Giunta Regionale adotterà il Programma di Riordino Territoriale (22.03.2013) che individua gli A.T.O. ed effettua la ricognizione delle forme associative costituite o in via di costituzione.
5) L’organizzazione dei servizi a sette potrà godere di sportelli front office che dovranno essere presenti in ogni realtà comunale, al fine di evitare gli spostamenti dei cittadini da un comune all’altro per svolgere le proprie pratiche;
6) L’organizzazione degli uffici back office dovrebbe essere distribuita sul territorio, individuando i Comuni più idonei ad ospitare alcuni servizi piuttosto che altri, anche valorizzando eventuali specificità e professionalità presenti fra i dipendenti dei vari comuni;
7) In ogni caso si deve evitare che l’unione sia preliminare ad una futura fusione dei Comuni, con tutti i servizi accentrati in un unico luogo. L’organizzazione dei servizi non deve essere fatta in modo propedeutico al fine di costituire un Comune unico di vallata, ipotesi del tutto da rigettare.
8) Per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi riteniamo comunque che i principi generali di economicità vengano dopo l’utilità dei servizi per il cittadino, soprattutto per gli abitanti della montagna.
La commissione Bilancio, personale e riforme del Comune di Pennabilli, sul tema, si è cosi espressa:
• Il 10 gennaio 2012 si è riunita la Commissione Consiliare del Comune di Pennabilli “Bilancio, Programmazione Economica, Personale, Riforme” per discutere la Legge 291 del 21/12/2012 integrata con la partecipazione del Sindaco, gli Assessori e i Capigruppo Consiliari. Dopo lunga discussione obiettiva e non preconcetta, anche sulle questioni organizzative, la commissione ha convenuto che l’Ambito Territoriale Ottimale in base alla citata legge coincide con i sette Comuni facenti parte della Comunità Montana Alta Valmarecchia. Il Sindaco ha sottolineato che in ogni caso l’organizzazione dei servizi nell’unione a sette non dovrà essere propedeutica ad una futura fusione dei Comuni. Il Capogruppo di Minoranza Mauro Giannini ha precisato di essere contrario a quanto imposto dalla Regione Emilia-Romagna anche perché non è dimostrata l’economicità della legge e non sono previsti eventuali rimborsi in caso di maggiori oneri a carico dei comuni che si possano evincere dai bilanci. Il Consigliere si è dichiarato favorevole ad un Ambito Territoriale Ottimale a sette, prevedendo però in seguito solo convenzioni tra i Comuni e non una unione, asserendo che la Regione ha fatto una questione di numeri e non di qualità dei servizi e loro fattibilità. La Commissione si è comunque riservata di riunirsi successivamente all’incontro di questa sera.
Concludendo: nel caso fossero mantenute la Unione dei Comuni Valle del Marecchia (composta attualmente dai comuni di Santarcangelo, Torriana, Poggio Berni; Verucchio) e trasformata la Comunità Montana Alta Valmarecchia in Unione di Comuni Montani (Comuni di Casteldelci, Pennabilli, Sant’Agata Feltria Novafeltria, Maiolo, Talamello, San Leo), corrispondenti entrambe ai loro A.T.O. di appartenenza, si potrebbero prevedere alcune convenzioni tra la due unioni della valle del Marecchia, incentrate su argomenti di comune interesse per l’intera vallata quali turismo, viabilità, fiume, sanità ed eventualmente anche su una o più funzioni fondamentali. Questa impostazione potrebbe essere propedeutica ad una eventuale Unione a dodici, dopo i tre anni previsti dalla legge regionale quale momento di verifica.
Pennabilli 9 febbraio 2013
Il Sindaco, la Giunta e il Gruppo di maggioranza del Comune di Pennabilli
Nessun commento:
Posta un commento