La Voce 19-02-13
Il Referendum per il passaggio di Regione conteneva un unico quesito che
consisteva nella scelta del passaggio di Regione al quale i cittadini avevano
facoltà di rispondere con un sì o con un no, l’unico automatismo che scaturiva
di conseguenza era il passaggio di Provincia, non erano presenti altri quesiti o
altri automatismi ed è scorretto volergliene attribuire in seguito a propria
convenienza.
In quel risultato referendario non si può leggere anche una volontà
insita a fare un’ Unione a 12 (che sarebbe la conseguenza che scaturirebbe dalla
scelta di un unico ambito), tale ipotesi all’epoca nemmeno esisteva.
La Regione utilizza il termine “ottimale” e per una valle che dalla
montagna arriva alla costa gli ambiti non possono che essere naturalmente due.
L’ Unione a 4 e la Comunità Montana a 7 non riescono a garantire le economie
auspicate o politiche condivise oggi che sono realtà separate, non riuscendoci
singolarmente non ci sono le premesse per cui potersi attendere che a 12 si
riesca a far meglio, difficile andare in bicicletta quando ancora non si è
imparato ad utilizzare il triciclo e comunque da due somari sarà fatica che
riesca a nascere un cavallo.
E’ mancato il necessario dibattito e confronto, il coinvolgimento
della cittadinanza e gli stessi comuni della valle non sono stati coinvolti nel
tavolo di discussione tra sindaci alla stessa maniera e con gli stessi
tempi.
Nella Comunità Montana dell’ Alta Valmarecchia non c’è un solo
servizio sul quale convergano tutti e 7 i comuni, c’è chi si dissocia sui
rifiuti, chi sulla Polizia di Vallata, verso quale caos andremo incontro con
un’Unione a 12? Per non parlare della rappresentanza all’interno di questo ente
di secondo grado in cui non tutte le forze politiche potranno sedere, ma
soprattutto non tutti i comuni avranno una rappresentanza in giunta visto che
gli assessori potranno essere al massimo 8. Ci chiediamo come possa un
amministratore dell'alta valle, traghettare il proprio comune in un sub - ambito
(perchè è li che verrà relegata l'alta valle) visto che non esiste un sub -
bilancio. La cosa più probabile sarà che i comuni del sub - ambito possano
disporre degli spiccioli il cui ammontare sarà stabilito in un contesto di 12.
Se dal punto di vista storico, paesaggistico, culturale, turistico e
(consentiteci li termine) “sentimentale” siamo una unica valle ed abbiamo il
dovere di ragionare come un’unica valle, dal punto di vista amministrativo al
momento non ci sono le basi per un’ Unione a 12. I residenti della valle hanno
bisogno di efficienza e di servizi di qualità a costi inferiori che oggi si
fatica a vedere. La scelta più congeniale non può che essere quella di due
Unioni che si impegnano nel migliorare se stesse, guardandosi l’un l’altra, per
valutare poi, tra tre anni, quanta strada sia stata fatta, quale sia l’ambito
ottimale e quale formula possa essere la più congeniale scegliendo tra
convenzioni, unioni e fusioni.
Loris Dall'Acqua Sandro Polidori
Valmarecchia Battle Group
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