Non basta riempirsi la bocca della parola turismo per ottenere risultati, in Valmarecchiada sempre tante parole, qualche incontro fine a se stesso e pochi fatti. Tra noi è l’assessore Melucci c’è un baratro. La richiesta di una nuova Unione di Prodotto non era una richiesta fine a se stessa, abbiamo elencato alcune peculiarità che la diversificherebbero da tutte le altre, la nostra avversione all’ Unione di prodotto di Reggio Emilia non è dettata da questioni campanilistiche, ma da uno scarso riconoscimento in un’Unione del Appennino e del Verde, abbiamo infatti sottolineato l’ambito fluviale in quanto per noi rappresenta un elemento forte e caratterizzante del territorio col quale i nostri concittadini hanno un legame particolare ed identitario e ci risulta limitativo parlare di verde quasi fosse solo un elemento paesaggistico. Anche l’enogastronomia l' abbiamo fortemente indicata come peculiarità, in quanto se è vero che ogni territorio ha le sue specialità la Valmarecchia, nonostante tutto è riuscita a spostare le masse verso l’entroterra grazie ai propri prodotti tipici e la scommessa potrebbe essere quella di trasformare questo escursionismo in turismo.
Le istituzioni pensano forse di aver fatto la loro parte o di aver ottenuto dei risultati soddisfacenti? Abbiamo rimembranze di un progetto del 2012 di promo-commercializzazione realizzato dall'UNIONE DI PRODOTTO DI REGGIO-EMILIA, curato dalla società di Tourism Management "Mave" di San Marino che puntava su tre obbiettivi:
- La gestione dinamica di tutta l’operatività del consorzio
- Il potenziamento dell'immagine del consorzio stesso su tutti i canali e
- La promozione dell'immagine nelle migliori fiere
Possiamo avere delucidazioni sui costi di questa operazione e dei risultati conseguiti? Dopo tutto occorre anche valutare se il gioco valeva la candela ed interrogarsi, strada facendo, sul percorso!!!
![]() |
| Un vecchio articolo tratto da La Voce in cui Melucci parlava di turismo |
Valmarecchia Battle Group

Nessun commento:
Posta un commento