Il Giornale di San Marino 05-03-13
La Voce 06-03-13
La Piazza di Rimini 15-03-13
Interessante riflessione quella di Walter Corbelli (La Voce di domenica 3
marzo) in merito all’assetto istituzionale della Valmarecchia. Con la Legge
Regionale 20 del 20-12-12 la Regione Emilia Romagna ha provveduto a predisporre
il riordino territoriale degli enti locali, in base alla quale ha sancito alcuni
principi ispiratori della legge stessa, indicando tra l’altro, alcuni modelli
organizzativi ( gestione associata, unioni, fusioni). La legge non impone un
modello specifico, ma lascia facoltà alle singole realtà di provvedere entro i
60 giorni a presentare una proposta di governo del territorio chiedendo in
primis l’ individuazione dell’Ambito Territoriale Ottimale, dopo di che la
materia tornerà in mano alla Regione che farà le dovute valutazioni.
In Valmarecchia sull’individuazione dell’ambito si sono fatte avanti due
diverse proposte: quella di un unico ambito (da Casteldelci a Bellaria) e quella
di due ambiti distinti (quello dell’Alta e quello della Bassa Valmarecchia). Il
sentimento per una Valmarecchia finalmente unita è più che condivisibile, ma
essendo per legge stabilito che in un ambito non ci potrà essere più di
un’Unione e considerando il fatto che i comuni avranno l’obbligo di gestire
alcune funzioni in forma associata reputiamo che l’ambito unico al quale
corrisponderebbe un’innaturale Unione a 12/13 comuni sia assolutamente da
rigettare. Una scelta del genere sarebbe forzosa e difficilmente realizzabile,
il Pd che tanto sta caldeggiando questa ipotesi non tiene conto delle difficoltà
oggettive di rappresentanza politica ed amministrativa, delle diversità e
peculiarità del territorio, dell’assoluta disomogeneità di regolamenti e del
fallimento al quale finora abbiamo assistito nella forma di gestione associata
che abbiamo conosciuto sinora in vallata ovvero dell’Unione e la Comunità
Montana, istituzioni fini a se stesse.
L’Unione e la Comunità Montana falliscono sulle politiche economiche visto
che i famigerati risparmi che stanno alla base del gestire in forma associata
sono tutti da dimostrare, ma il fallimento più grande è nelle strategie
comunitarie praticamente inesistenti. Ogni volta che i comuni decidevano di
gestire un servizio in forma associata, più che un conferimento dei poteri verso
quest’organo di secondo grado, si assisteva ad una duplicazione del servizio,
mentre le vere sfide come ad esempio la pianificazione del territorio, la
viabilità o il turismo hanno avuto nel campanilismo un limite invalicabile che
ha frenato la crescita e lo sviluppo dell’intera valle.
I limiti dell’Unione non si possono superare proponendo semplicemente un’
Unione più grande fine a se stessa, questo rappresenterebbe un salto nel buio,
sarebbe invece più saggio scegliere di mantenere in vallata un’ Unione Montana
dell’Alta Valmarecchia e un’Unione della Bassa Valmarecchia sulle quali
riversare un impegno finalizzato ad ottimizzare il costo dei servizi e qualità
dei medesimi.
Una sfida importante potrebbe invece essere la ricerca del modello
amministrativo più adatto, la gestione in convenzione è già più dignitosa di un
unione in quanto resta ai comuni il potere decisionale e di controllo che invece
con le unioni viene sbolognato ad altri, ma soprattutto preme ricordare che la
legge individua nelle fusioni il modello più congeniale per governare un
territorio. Le unioni furono concepite originariamente come una fase di
passaggio verso la fusione dei comuni, un punto quindi di partenza e non di
arrivo, incredibile che i nostri comuni dopo decenni passati insieme non abbiano
preso in considerazione in maniera seria e partecipata l’ipotesi di compiere un
salto di qualità. Una Città del Montefeltro (composta da 7/8 comuni dell’alta
valle), una Città della Valmarecchia (composta da 4 comuni della bassa valle) e
Bellaria potrebbe essere un modello amministrativo snello a cui ispirarsi,
comunque sia, la sfida è andare oltre all’unione.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Sandro Polidori Christian Carrieri
Portavoce comitato Valmarecchia Battle Group
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