COMUNICATO VALMARECCHIA BATTLE GROUP letto all'incontro del 17-01-13
Leggo questo
comunicato a nome di un insieme di
persone molto eterogeneo, che ricopre
ruoli diversi nella società, composto sia
da comuni cittadini che da persone impegnate in ruoli amministrativi, un gruppo
di persone che si confronta su temi importanti della Valmarecchia mettendosi
sullo stesso piano senza distinzione alcuna tra cittadini e amministratori in
nome di una partecipazione reale indipendentemente dal colore politico che
passa in secondo piano, un comitato spontaneo e trasversale che ha già contatti
in tutti i comuni della valle che si adopera nell’interesse di un territorio e
della comunità che lo abita nel nostro caso la Valmarecchia.
ASSETTO AMMINISTRATIVO DELLA VALMARECCHIA
In funzione del riordino territoriale in atto da parte della
Regione Emilia Romagna per il contenimento della spesa pubblica ed una miglior
gestione del territorio noi vorremmo si lavorasse per una Valmarecchia che
possa offrire il meglio ai propri residenti, fornendo servizi di qualità,
ottimizzando al meglio le risorse, ricercando politiche condivise con una
visione che oltrepassi i confini comunali in favore di un contesto più ampio,
senza per questo dover costituire enti troppo allargati e quindi più fragili e
poco rappresentativi delle singole realtà.
La Regione Emilia Romagna attraverso il riordino territoriale
individuerà sul territorio degli ambiti territoriali ottimali, ambiti i cui
confini corrisponderanno a quelli del distretto sanitario all’interno del quale
i comuni che ne fanno parte costituiscano una unica unione attraverso la quale
gestire in forma associata alcune funzioni e servizi.
L’ ambito territoriale ottimale ha come limite il
superamento della soglia minima del numero di abitanti che in territori
pianeggianti è di 30.000 abitanti mentre per le aree montane detta soglia si
dimezza.
La Regione dà facoltà ai territori di scegliere senza nulla
imporre, ovviamente come spesso accade, se sul territorio non si troverà una
posizione univoca si legittimerà la Regione stessa a decidere. L’ambito che la
Regione ha individuato è a nostro avviso troppo vasto e variegato con problematiche
troppo diverse e che quindi riteniamo non “ottimale” per la nostra comunità.
La Vice Presidente della Regione Ass. Simonetta Saliera, in
merito all’individuazione degli Ato, nella fase di preparazione della legge si
dimostrò inizialmente piuttosto flessibile lasciando la possibilità che
all'interno di un ambito, i comuni decidessero se costituire una o più unioni,
anche se la Saliera non nascondeva l'auspicio per una perfetta corrispondenza 1
ATO = 1 UNIONE. Sfogliando la Legge
Regionale traspare invece che quello che era solo un auspicio diventerà la
regola.
Per la Valmarecchia, la Regione avrebbe individuato come ambito ottimale l'intera Valmarecchia (escluso Rimini) e quindi un territorio che va da Casteldelci sino a Bellaria che si compone di 12 comuni che con Montecopiolo (per il quale si attende il probabile passaggio di Regione) porterebbe ad un’ Unione addirittura a 13 , un ambito troppo eterogeneo, con problematiche molto diverse tra loro (dalla montagna alla costa) e per il quale l'eventuale creazione di sub ambiti corrisponderebbe al nulla di fatto, non avendo questi un valore che abbia qualche rilevanza dal punto di vista amministrativo e quindi decisionale.
Per la Valmarecchia, la Regione avrebbe individuato come ambito ottimale l'intera Valmarecchia (escluso Rimini) e quindi un territorio che va da Casteldelci sino a Bellaria che si compone di 12 comuni che con Montecopiolo (per il quale si attende il probabile passaggio di Regione) porterebbe ad un’ Unione addirittura a 13 , un ambito troppo eterogeneo, con problematiche molto diverse tra loro (dalla montagna alla costa) e per il quale l'eventuale creazione di sub ambiti corrisponderebbe al nulla di fatto, non avendo questi un valore che abbia qualche rilevanza dal punto di vista amministrativo e quindi decisionale.
Dal punto di vista amministrativo la Valmarecchia pare aver
già scelto optando per l' ipotesi di Unione a 11, ma se gli equilibri non
dovessero resistere ( la Valconca ne è un esempio) che succederà?
Qualora permanesse quale paletto irremovibile, la corrispondenza
tra 1 Ato = 1 Unione vorremmo che in Valmarecchia venissero individuati 2 Ato,
uno che corrisponde ai 7/8 comuni del Montefeltro, l'altro a 4/5 (con
Bellaria?) della Valmarecchia, contesti nei quali si lasci sempre una porta
aperta ad ipotesi e valutazioni di fusione.
Superando pienamente i limiti imposti in base al numero di
abitanti abbiamo i numeri per chiedere che in Valmarecchia vengano individuati
due distinti ambiti ottimali:
- Quello dell’Alta Valmarecchia formata dai comuni di
Novafeltria, San Leo, Pennabilli, Talamello, Casteldelci, Sant’Agata Feltria e
Maiolo nel quale costituire un’Unione Montana a 7 che potrebbe divenire a 8 con
l’ingresso di Montecopiolo, comune in attesa del passaggio di Regione, un
ambito che supera i 15.000 abitanti necessari
- Quello della Bassa Valmarecchia formato dai comuni di
Santarcangelo, Verucchio, Poggio Berni, Torriana e Bellaria in cui si migliori
l’attuale Unione a 4 e si valutino eventuali accordi con Bellaria su alcuni
servizi, anche in questo caso la soglia minima di abitanti che è di 30.000 è
abbondantemente superata.
Ad una grande Unione in cui si creano sub-ambiti, preferiamo
una Valmarecchia in cui vengano riconosciuti due distinti ambiti nei quali si
riconoscano due distinte unioni:
-
L’ Unione Montana dell’Alta Valmarecchia
-
L’ Unione della Valmarecchia
Tra le due unioni auspicheremo l’apertura di un tavolo permanente nel quale si possano
valutare strategie di vallata o la
possibilità di accordi di gestione associata su alcuni servizi.
In entrambe le unioni auspicheremo altresì si aprisse la
riflessione ed il dibattito su ipotesi di fusione.
No ad una Valmarecchia composta da unico ambito!
No all’Unione a 11!
No ai sub ambiti!
Loris Dall’Acqua Sandro Polidori Christian Carrieri
Valmarecchia Battle Group
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