La Voce 10-04-13
La nascita del Comitato per la fusione dei comuni dell’ Alta Valmarecchia non
può che farci piacere, riducendo infatti il numero dei comuni, si limitano i
problemi legati all’appartenenza ad un Ambito Territoriale che come abbiamo
sempre sottolineato, è troppo vasto ed eterogeneo. Come noto la legge sul
riordino territoriale consente l’esistenza di una sola Unione dei Comuni
all’interno di un ambito che soppianterà l’attuale Unione e la Comunità
Montana.
Nonostante vi siano motivazioni geografiche, storiche ed
amministrative che dovrebbero essere i punti di forza per una fusione dei 7
comuni, permangono purtroppo riserve e diffidenze tra le amministrazioni che
potrebbero rappresentare un limite ad un progetto di così ampio respiro. Fusione
a 7 significa dar vita ad un grande comune di quasi 18.000 abitanti, una realtà
che avrebbe una possibilità di maggior incisione nelle scelte sovra comunali
soprattutto se si costituirà la Provincia Romagna, inoltre come è stato più
volte ricordato, il Comune Unico potrebbe trovarsi per alcuni anni svincolato
dal patto di stabilità, percepirebbe risorse economiche speciali che Stato e
Regione erogano per i comuni nati da fusione ed ancora avrebbe un occhio di
riguardo quando si presenterà progetti in Regione che quando sono proposti da
Comuni Unici hanno punteggi maggiori. All' Alta Valle serve questo tipo di
progetto e non proposte mediocri fatte di piccole fusioni. Purtroppo anche in
questo caso non viene preso in considerazione il passaggio di Regione di
Montecopiolo e questo evidenzia come i confini peggiori non siano quelli
regionali ma mentali.
Le ragioni economiche e gli obblighi di legge sono gli elementi che
maggiormente influiscono su questo tipo di scelta, scegliere oggi in piena
consapevolezza consentirebbe all’ Alta Valmarecchia di arrivare alla fusione con
ogni tipo di supporto e beneficio, aspettare che queste possano diventare un
obbligo od un’ imposizione di legge significa arrivare alla stessa meta, ma nel
secondo caso a mani vuote, un buon amministratore questo interrogativo deve
porselo.
La fusione è un obbiettivo importante, ma è importante anche come lo
si raggiunge, in Valsamoggia (primo esempio di fusione tra comuni in
Emilia Romagna) hanno strutturato il lavoro in 4
fasi:
FASE 1
È
il periodo di studio e analisi dell’idea del Comune Unico. È stata
caratterizzata dallo studio articolato in due momenti distinti, uno di analisi
di base e uno di approfondimento. In questo periodo le amministrazioni hanno
inoltre aperto tavoli di consultazione ed effettuato incontri pubblici per
raccogliere pareri e suggerimenti. Attraverso questa fase gli amministratori si
sono convinti della validità di questa idea e sono arrivati alla decisione di
chiedere alla Regione Emilia Romagna di predisporre la legge per la fusione e
deliberare l’indizione del referendum che consente ai cittadini di esprimersi in
merito.
FASE
2
È
quella che si è aperta con la richiesta di referendum e che si chiuderà con
l’approvazione definitiva della legge regionale di fusione in caso di esito
positivo del referendum. In questa fase continueranno le attività di
informazione della cittadinanza e si svolgeranno alcuni processi di
partecipazione finalizzati a rendere il voto più consapevole. In particolare è
previsto una Iniziativa di Revisione Civica del quesito referendario.
FASE
3
Se
il referendum avrà esito positivo si aprirà una fase di costruzione vera e
propria del nuovo comune. Si tratterà di preparare il percorso che conduce
all’elezione dei nuovi organi amministrativi. Anche questa fase sarà
caratterizzata da processi di partecipazione e momenti di democrazia
deliberativa che consentano ai cittadini di affiancarsi alle attuali
amministrazioni nel disegnare il Comune Unico e alcuni dei suoi meccanismi di
funzionamento. La preparazione delle elezioni dei nuovi organi comunali sarà
affidata a un Commissario che subentrerà nelle funzioni delle attuali
amministrazioni negli ultimi mesi dell’attuale mandato (dal gennaio
2014).
FASE
4
È
quella che si apre una volta eletti i nuovi organi comunali, ovvero l’avvio vero
e proprio della vita del nuovo Comune Unico.
Il primo compito dovrà essere quello di divulgare il più possibile la
conoscenza della materia, tra i cittadini ma anche tra gli “addetti ai lavori”
ovvero chi amministra, visto che, quando erano in discussione gli ordini del
giorno inerenti alla definizione degli ambiti territoriali abbiamo notato una
conoscenza spesso approssimativa.
Partecipazione e consapevolezza sono indispensabili affinchè nessuna
comunità debba sentirsi usurpata assorbita o calpestata, il progetto di fusione
deve poggiare sul rispetto e pari dignità trà i 7 comuni, ma ai cittadini
interessano principalmente che ne sarà dei servizi per i quali l'obbiettivo deve
essere quello del raggiungimento di alti standard qualitativi ad un costo
considerato equo e contenuto.
Cordiali saluti,
Sandro Polidori Christian Carrieri Loris Dall’Acqua
Valmarecchia Battle Group
Nessun commento:
Posta un commento