venerdì 5 aprile 2013

ALTA VALMARECCHIA VERSO IL COMUNE UNICO ?

La Voce 10-04-13

La nascita del Comitato per la fusione dei comuni dell’ Alta Valmarecchia non può che farci piacere, riducendo infatti il numero dei comuni, si limitano i problemi legati all’appartenenza ad un Ambito Territoriale che come abbiamo sempre sottolineato, è troppo vasto ed eterogeneo. Come noto la legge sul riordino territoriale consente l’esistenza di una sola Unione dei Comuni all’interno di un ambito che soppianterà l’attuale Unione e la Comunità Montana.
Nonostante vi siano motivazioni geografiche, storiche ed amministrative che dovrebbero essere i punti di forza per una fusione dei 7 comuni, permangono purtroppo riserve e diffidenze tra le amministrazioni che potrebbero rappresentare un limite ad un progetto di così ampio respiro. Fusione a 7 significa dar vita ad un grande comune di quasi 18.000 abitanti, una realtà che avrebbe una possibilità di maggior incisione nelle scelte sovra comunali soprattutto se si costituirà la Provincia Romagna, inoltre come è stato più volte ricordato, il Comune Unico potrebbe trovarsi per alcuni anni svincolato dal patto di stabilità, percepirebbe risorse economiche speciali che Stato e Regione erogano per i comuni nati da fusione ed ancora avrebbe un occhio di riguardo quando si presenterà progetti in Regione che quando sono proposti da Comuni Unici hanno punteggi maggiori. All' Alta Valle serve questo tipo di progetto e non proposte mediocri fatte di piccole fusioni. Purtroppo anche in questo caso non viene preso in considerazione il passaggio di Regione di Montecopiolo e questo evidenzia come i confini peggiori non siano quelli regionali ma mentali.

Le ragioni economiche e gli obblighi di legge sono gli elementi che maggiormente influiscono su questo tipo di scelta, scegliere oggi in piena consapevolezza consentirebbe all’ Alta Valmarecchia di arrivare alla fusione con ogni tipo di supporto e beneficio, aspettare che queste possano diventare un obbligo od un’ imposizione di legge significa arrivare alla stessa meta, ma nel secondo caso a mani vuote, un buon amministratore questo interrogativo deve porselo.

La fusione è un obbiettivo importante, ma è importante anche come lo si raggiunge, in Valsamoggia (primo esempio di fusione tra comuni in Emilia Romagna) hanno strutturato il lavoro in 4 fasi:

FASE 1

È il periodo di studio e analisi dell’idea del Comune Unico. È stata caratterizzata dallo studio articolato in due momenti distinti, uno di analisi di base e uno di approfondimento. In questo periodo le amministrazioni hanno inoltre aperto tavoli di consultazione ed effettuato incontri pubblici per raccogliere pareri e suggerimenti. Attraverso questa fase gli amministratori si sono convinti della validità di questa idea e sono arrivati alla decisione di chiedere alla Regione Emilia Romagna di predisporre la legge per la fusione e deliberare l’indizione del referendum che consente ai cittadini di esprimersi in merito.

FASE 2

È quella che si è aperta con la richiesta di referendum e che si chiuderà con l’approvazione definitiva della legge regionale di fusione in caso di esito positivo del referendum. In questa fase continueranno le attività di informazione della cittadinanza e si svolgeranno alcuni processi di partecipazione finalizzati a rendere il voto più consapevole. In particolare è previsto una Iniziativa di Revisione Civica del quesito referendario.

FASE 3

Se il referendum avrà esito positivo si aprirà una fase di costruzione vera e propria del nuovo comune. Si tratterà di preparare il percorso che conduce all’elezione dei nuovi organi amministrativi. Anche questa fase sarà caratterizzata da processi di partecipazione e momenti di democrazia deliberativa che consentano ai cittadini di affiancarsi alle attuali amministrazioni nel disegnare il Comune Unico e alcuni dei suoi meccanismi di funzionamento. La preparazione delle elezioni dei nuovi organi comunali sarà affidata a un Commissario che subentrerà nelle funzioni delle attuali amministrazioni negli ultimi mesi dell’attuale mandato (dal gennaio 2014).

FASE 4

È quella che si apre una volta eletti i nuovi organi comunali, ovvero l’avvio vero e proprio della vita del nuovo Comune Unico.



Il primo compito dovrà essere quello di divulgare il più possibile la conoscenza della materia, tra i cittadini ma anche tra gli “addetti ai lavori” ovvero chi amministra, visto che, quando erano in discussione gli ordini del giorno inerenti alla definizione degli ambiti territoriali abbiamo notato una conoscenza spesso approssimativa.

Partecipazione e consapevolezza sono indispensabili affinchè nessuna comunità debba sentirsi usurpata assorbita o calpestata, il progetto di fusione deve poggiare sul rispetto e pari dignità trà i 7 comuni, ma ai cittadini interessano principalmente che ne sarà dei servizi per i quali l'obbiettivo deve essere quello del raggiungimento di alti standard qualitativi ad un costo considerato equo e contenuto.

Cordiali saluti,



Sandro Polidori Christian Carrieri Loris Dall’Acqua



Valmarecchia Battle Group

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