L’incontro pubblico inerente la fusione, organizzato giovedì
4 aprile in Alta Valmarecchia a Palazzo Cappelli a Secchiano di Novafeltria ha
involontariamente messo in rilievo quei limiti e quei timori che in tanti
abbiamo rilevato quando era in discussione la definizione del perimetro
dell’ambito territoriale ottimale, limiti dei quali ora finalmente sembrano
essere sotto gli occhi di tutti vista questa improvvisa e rapida corsa verso le
fusioni condizionata dai temi di ristrettezze economiche per gli enti locali, dalla
nuova legge sul riordino territoriale ma anche da un certo timore all’ipotesi
di dover conferire all’ unione che verrà, funzioni e servizi che finora erano
dei singoli comuni o gestite comunque da enti di secondo di dimensioni più
contenute e nei quali c’era maggior garanzia di avere voce in capitolo.
Nell’Unione a 4 e nella Comunità Montana a 7 le funzioni ed
i servizi non sempre sono stati gestiti nella forma associata auspicabile:
- Ci sono stati dei servizi che non sono stati conferiti ma duplicati
ottenendo di conseguenza un effetto contrario all’agognato risparmio che doveva
essere invece uno degli obbiettivi dello “stare insieme”;
- Ci sono stati servizi sui quali si sono manifestati dei
distinguo da parte di alcuni comuni che hanno preferito organizzarsi
diversamente rispetto alla soluzione prospettata dall’unione;
- Ci sono stati anche casi in cui le deleghe conferite
inizialmente all’unione siano state restituite ai comuni mettendo in evidenza
l’incapacità o una non volontà di istituire politiche unitarie.
Si costituirà a breve una nuova unione che soppianterà
quelle esistenti, una conseguenza legata alla definizione dei nuovi ambiti
territoriali ottimali, ma come tutte le unioni che potremmo definire
impropriamente di "nuova generazione" non potranno ricalcare quelle
di “vecchia generazione”, stavolta i risparmi del gestire in forma associata
andranno documentati, e questi risultati sono ottenibili in primis con un
conferimento di delega piena all'unione. La rappresentanza in consiglio di
questo ente, ma soprattutto la presenza in giunta diverrebbe l’unica forma di
controllo sull'erogazione del servizio o la gestione di una funzione, quel che
più interessa i cittadini sono i servizi.
Fusione come ancora di salvezza? Fusione come acchiappa
risorse? Fusione legata alle imminenti elezioni comunali per 5 comuni su 7?
Qualunque sia stata stata la spinta, il progetto di fusione
a 7 incontra il nostro favore, una strada non priva di ostacoli, ma che
permetterebbe la nascita di un comune più grande e più forte, che avrà la
possibilità di avere maggior peso di quanto avuto sinora, un progetto che
vorremmo vedere anche per la bassa valle, due comuni hanno compreso le
potenzialità di una fusione (Poggio Berni e Torriana), due comuni o forse è
meglio dire due amministrazioni (Morri e Pruccoli) non si pongono nemmeno il
problema o si siano avvalsi della facoltà di scegliere per tutti. Per noi il
progetto di fusione ideale per la bassa valle resta quello di fusione a 4 e
nascita di quella che abbiamo denominato Città della Valmarecchia. Ci auguriamo
che la fusione a 2 possa rappresentare solo un passo intermedio.
Nessun commento:
Posta un commento