giovedì 11 aprile 2013

UN' OPPORTUNITA' CHIAMATA FUSIONE di ComUnico Valmarecchia


 

L’incontro pubblico inerente la fusione, organizzato giovedì 4 aprile in Alta Valmarecchia a Palazzo Cappelli a Secchiano di Novafeltria ha involontariamente messo in rilievo quei limiti e quei timori che in tanti abbiamo rilevato quando era in discussione la definizione del perimetro dell’ambito territoriale ottimale, limiti dei quali ora finalmente sembrano essere sotto gli occhi di tutti vista questa improvvisa e rapida corsa verso le fusioni condizionata dai temi di ristrettezze economiche per gli enti locali, dalla nuova legge sul riordino territoriale ma anche da un certo timore all’ipotesi di dover conferire all’ unione che verrà, funzioni e servizi che finora erano dei singoli comuni o gestite comunque da enti di secondo di dimensioni più contenute e nei quali c’era maggior garanzia di avere voce in capitolo.

Nell’Unione a 4 e nella Comunità Montana a 7 le funzioni ed i servizi non sempre sono stati gestiti nella forma associata auspicabile:

- Ci sono stati dei servizi che non sono stati conferiti ma duplicati ottenendo di conseguenza un effetto contrario all’agognato risparmio che doveva essere invece uno degli obbiettivi dello “stare insieme”;

- Ci sono stati servizi sui quali si sono manifestati dei distinguo da parte di alcuni comuni che hanno preferito organizzarsi diversamente rispetto alla soluzione prospettata dall’unione;

- Ci sono stati anche casi in cui le deleghe conferite inizialmente all’unione siano state restituite ai comuni mettendo in evidenza l’incapacità o una non volontà di istituire politiche unitarie.

Si costituirà a breve una nuova unione che soppianterà quelle esistenti, una conseguenza legata alla definizione dei nuovi ambiti territoriali ottimali, ma come tutte le unioni che potremmo definire impropriamente di "nuova generazione" non potranno ricalcare quelle di “vecchia generazione”, stavolta i risparmi del gestire in forma associata andranno documentati, e questi risultati sono ottenibili in primis con un conferimento di delega piena all'unione. La rappresentanza in consiglio di questo ente, ma soprattutto la presenza in giunta diverrebbe l’unica forma di controllo sull'erogazione del servizio o la gestione di una funzione, quel che più interessa i cittadini sono i servizi.

Fusione come ancora di salvezza? Fusione come acchiappa risorse? Fusione legata alle imminenti elezioni comunali per 5 comuni su 7?

Qualunque sia stata stata la spinta, il progetto di fusione a 7 incontra il nostro favore, una strada non priva di ostacoli, ma che permetterebbe la nascita di un comune più grande e più forte, che avrà la possibilità di avere maggior peso di quanto avuto sinora, un progetto che vorremmo vedere anche per la bassa valle, due comuni hanno compreso le potenzialità di una fusione (Poggio Berni e Torriana), due comuni o forse è meglio dire due amministrazioni (Morri e Pruccoli) non si pongono nemmeno il problema o si siano avvalsi della facoltà di scegliere per tutti. Per noi il progetto di fusione ideale per la bassa valle resta quello di fusione a 4 e nascita di quella che abbiamo denominato Città della Valmarecchia. Ci auguriamo che la fusione a 2 possa rappresentare solo un passo intermedio.


 

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