martedì 11 marzo 2014

TURISMO DELL'ENTROTERRA LA BELLEZZA DA SOLA NON BASTA

La Voce 13-03-14
Il Corriere 15-03-14
Il Nuovo Quotidiano 17-03-14

Il turismo può rappresentare un enorme traino per l'economia locale, non solo per il settore turistico, ma anche per l'indotto che c'è dietro fatto di servizi, di prodotti tipici locali ecc occorre in primo luogo un cambio di mentalità rispetto al passato, bisogna prendere consapevolezza che in provincia di Rimini oltre alla costa c'è di più, che la Valconca e la Valmarecchia non sono il giardinetto di Rimini, ma valli ricche di eccellenze paesaggistiche, storiche, monumentali, museali ed anche enogastronomiche. Occorre superare anche il concetto piuttosto riduttivo che le nostre valli siano solo luoghi di escursione, ma dobbiamo pensarli anche come luoghi in cui poter pernottare e soggiornare. Se il turismo dell'entroterra, dopo un breve periodo di crescita registrato negli ultimi anni nel 2013 conosce un calo di oltre un 10 % bisogna interrogarsi sulle cause, non si può certo dar colpa di questo alle attività o agli operatori, o alla scarsità delle risorse spesso a scarseggiare sono le idee. La Provincia si auto elogia ed auto celebra ogni volta in cui i dati turistici  registrano un trend positivo e quindi non si può esimere dal fare autocritica nel momento in cui il trend è negativo, se si appropria di meriti si prenda anche colpe e responsabilità. Va messo in discussione quanto è stato fatto o non fatto sinora per valorizzare quella parte di territorio che non è costiero, manca ancora sinergia tra tutto quanto fa turismo, manca una rete in grado di comunicare in maniera efficace quel che c'è in Valconca e in Valmarecchia, mancano delle infrastrutture adeguate e una mobilità che consenta di raggiungere con facilità l'entroterra. Sono stati fatti incontri aperti in cui si è parlato di turismo, incontri evidentemente poco proficui visto che i risultati non ci sono, come sempre accade ci siamo solo parlati addosso. Qualche esponente della Provincia, sembra quasi voler attribuire la difficoltà di promuovere l'entroterra alla scarsa disponibilità di posti letti e alla qualità dell'offerta, ma se vogliamo che i privati investano in nuove strutture o riqualifichino quelle esistenti dovranno poter contare su una crescita della domanda piuttosto costante di posti letto, è la legge di mercato.  Per fare turismo occorre migliorare la comunicazione, lavorare in sinergia e fare sistema, la bellezza del paesaggio della Valmarechia e della Valconca da sole non bastano. Come sempre accade, la politica locale piuttosto che scegliere la soluzione ideale per le nostra vallate ha preferito subire una scelta calata dall'alto. In Valmarecchia lo scorso anno è stato approvato un ordine del giorno attraverso il quale istituire un consorzietto che poi si dovrà confrontare con l' Unione di prodotto dell'area montana e del verde che ha sede a Reggio Emilia. Quali risultati ha portato questa scelta? L'ipotesi di chiedere alla Regione l'istituzione di un' Unione di prodotto con sede sul nostro territorio che si occupasse di peculiarità specifiche non presenti nelle altre non è nemmeno stata soppesata. Quante risorse verranno destinate dalla Regione al turismo? Quando saranno distribuite sul territorio quante di queste arriveranno realmente a finanziare i progetti e quante invece serviranno a sostenere l'apparato burocratico che c'è dietro fatto di consorzietti con presidente, vice presidente, consigli di amministrazione, addetti vari ecc ecc. Occorre una promozione sinergica e multimediale che possa incidere maggiormente sul mercato, occorre fare sistema mettendo insieme le eccellenze del territorio, si è fatto qualcosa di valido in questa direzione? Solo per fare un esempio ricordiamo che  esiste una rete museale della Valmarecchia chiamata Remus, inizialmente nata all'interno dell' Unione della Bassa Valmarecchia ma che ora sarebbe da estendere maggiormente, ma che rete è se la maggior parte delle realtà resta tagliata fuori? Una vera sinergia riusciamo ad ottenerla quando al turista che viene a contatto con uno dei musei della valle gli si aprono le porte di tutte le altre realtà affini nessuna esclusa. Il turista dovrà avere la possibilità di conoscerle e di raggiungerle, dovrà ricevere informazioni che possano stimolarlo a voler visitare anche le altre realtà e magari l' incentivo attraverso un biglietto unico o alla disponibilità di raggiungerle con mezzi di trasporto pubblici. Cosa è stato fatto in merito? Bisogna provvedere ad un adeguata pubblici delle nostre valli, una promozione che si componga di strategie di vallata decise in loco e non di proposte calate dall'alto che spesso si sono rivelate un buco nell'acqua nel quale abbiamo buttato anche soldi.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua   Sandro Polidori      Valmarecchia Battle Group

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